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Come tutti i paesi di montagna, Imèr è nato e si è sviluppato in simbiosi con il territorio dal quale dipendeva la vita dei suoi abitanti. Gli spazi circostanti l'abitato vedevano progressivamente orti, campi, prati, pascoli e boschi in un sequenza coerente di risorse e attività.

Oggi come ieri, la tradizione continua ed è facile imbattersi in orticelli nel centro storico, ricchi di verdure e colorati da fiori che allontanano i parassiti e attirano gli insetti benefici, indispensabili per l'impollinazione.

Ogni famiglia aveva almeno un orto, nei pressi dell’abitazione dove coltivava le piante quotidianamente impiegate in cucina.

Ci si mette d'impegno pure l'amministrazione comunale che ha creato gli orti sociali. Sono lì, scaldati dal primo sole mattutino tra via Nazionale e via San Francesco, che irrobustisce le piantine che cercano di farsi largo. Un bel colpo d'occhio, che riporta alla pura tradizione contadina ed invoglia ad addentrarsi tra le viuzze del paese.

L'idea ha radici profonde: vede gli orti come luoghi di incontro, scambio, sperimentazione, trasmissione di saperi in un'ottica di "terapia green", una sorta di "Dichiarazione di indipendenza e buone pratiche cooperative" per la famiglia moderna, un modo pure per risparmiare e mangiare prodotti sicuramente sani.