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Primi a transitare in valle furono cacciatori stagionali già 14 mila anni fa. In epoca posteriore, si succedettero Reti e Paleoveneti. Splendidi monili, risalenti al VI-VII secolo, furono rinvenuti nel 1965 proprio ad Imèr.

Le prime attestazioni scritte dell’esistenza del paese risalgono al XIII secolo, documentando la presenza della chiesa dedicata ai patroni, i santi Pietro e Paolo.

Alla fine del XIV secolo, Primiero entra a far parte dei domini tirolesi-asburgici e vi rimane fino al 1918. Nel 1401 è infeudato dalla famiglia pusterese dei Welsperg, che incentiva l’estrazione mineraria, con l’arrivo di maestranze teutoniche che influenzano la storia, la lingua e la cultura locale.

Il cambio di passo si ha dagli anni ’50 del secolo scorso, con il turismo: si sviluppano nuove attività collegate, il paese si espande verso le Giare, i Masi e Mezzano, sapendo mantenere nel centro storico quel fascino dell’architettura tipica di un borgo rurale montano.

Gli albori

L’origine contadina di Imèr è testimoniata da un centro storico ancora ben leggibile e ricco di testimonianze architettoniche di valore. È dominato dalla chiesa parrocchiale, caratterizzata dal grande dipinto esterno di San Cristoforo, protettore dei viandanti. Da lì si estende a raggiera, mantenendosi al sicuro dall’irruenza del torrente Cismón, che, prima di essere arginato dopo l’alluvione del 1966, spesso esondava, ricoprendo di sassi e ghiaia quelle che sono appunto chiamate le “Giare”.

Casa Piazza

Le vicende interne al paese furono per lungo tempo dominate dalla nobile famiglia Piazza, insediatasi nel Seicento all’estremo est dell’abitato ed estintasi sul finire dell’Ottocento. Ha lasciato una traccia indelebile soprattutto con la sua dimora, oggi adibita a Municipio.
In un paese rurale, pochi altri erano i servizi, gli edifici e gli spazi pubblici. Spicca ad Imèr la sequenza degli edifici scolastici, ricavati dapprima in case private e poi realizzati in costruzioni specialistiche a cavallo tra Otto e Novecento.